Quale futuro attende il Salone dell’Automobile di Ginevra?

01.01.2019

Per l’ACS il Salone dell’Automobile di Ginevra è l’evento dell’anno, quello che ci offre la piattaforma più importante per presentarci al grande pubblico. Tuttavia, nell’era digitale, una domanda sorge spontanea e del tutto legittima: quale futuro lo attende?

Le fiere pubbliche e commerciali in genere stanno attraversando un momento sempre più difficile. Il numero di visitatori è in calo, in alcuni casi la situazione è così drammatica da spingere organizzatori storici a chiudere i battenti. Qualche esempio? Muba a Basilea, Züspa a Zurigo e Comptoir Suisse a Losanna. E il Salone dell’Automobile di Ginevra? Quest’anno, alcune tra le più rinomate case automobilistiche come Jaguar/Land Rover, Hyundai, Ford e Opel hanno cancellato la loro partecipazione. Nonostante l’assenza di questi grandi produttori si fondi su motivi diversi, rimane il fatto che le aziende stanno ora valutando se vale la pena partecipare a eventi di questo tipo o meno. Si tratta di uno sviluppo che dev’essere necessariamente preso in considerazione. 

Il mese di luglio del 2019 sancirà l’alba di una nuova era per il Salone. André Hefti, suo direttore da numerosi anni, andrà in pensione lasciando il posto a un successore più giovane: Olivier Rihs, di 49 anni. In un’intervista ad Automobile Revue, quest’ultimo ha dichiarato di credere nel futuro della kermesse, pur essendo consapevole della lotta serrata che s’instaurerà tra le varie fiere. Ritiene tuttavia che il Salone abbia il vantaggio di svolgersi in primavera, nel momento in cui le case costruttrici arrivano sul mercato con le loro novità. Olivier Rihs si prefigge un obiettivo ambizioso: fare di Ginevra l’unico polo europeo per il settore dell’automobile e trasformarla in una piattaforma di discussione sulla mobilità. A mio avviso, si tratta di un approccio ideale che consentirebbe anche all’ACS di ampliare il suo coinvolgimento nella mobilità del futuro. Dal nostro punto di vista, è chiaro che la formula va cambiata perché non ci sono probabilità di sopravvivenza come mera vetrina automobilistica: riteniamo, infatti, che la manifestazione debba diventare un crogiuolo di esperienze da vivere, nella quale si presentano innovazioni in modo interattivo ed emozionale. In tal senso, l’era digitale offre oggi un ampio ventaglio di possibilità. Siamo curiosi, ma anche fiduciosi! 


Thomas Hurter
Presidente centrale 
Automobile Club Svizzero 

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