27.02.2026
Alla fine di gennaio 2026 il Consiglio federale ha tracciato la rotta per lo sviluppo dell’infrastruttura nazionale dei trasporti fino al 2045, presentando al pubblico i punti cardine del progetto. La base: la perizia del Prof. Dr. Ulrich Weidmann del Politecnico federale di Zurigo (ETH Zurigo) e le analisi degli Uffici federali competenti.
L’obiettivo dichiarato è quello di uno sviluppo coordinato e mirato della ferrovia, della rete stradale e del traffico d’agglomerato. Con questo intento, il Consiglio federale ha incaricato il Dipartimento federale dell’ambiente, dei trasporti, dell’energia e delle comunicazioni (DATEC) di elaborare un avamprogetto da porre in consultazione entro la fine di giugno 2026.
Il
progetto «Traffico ’45» punta ad aumentare le capacità ferroviarie, a eliminare
i colli di bottiglia sulla rete delle strade nazionali e a rafforzare i
programmi negli agglomerati. Per la prima volta, tutti i vettori di traffico
verrebbero riuniti in un’unica visione strategica. Dopo il NO popolare al
pacchetto di ampliamento delle strade nazionali “PROSTRA 2030” nel novembre
2024, questo approccio appare non solo logico, ma anche politicamente
necessario per aumentare le possibilità di successo alle urne. Ciò anche perché
per l’infrastruttura ferroviaria è previsto un impegno finanziario di 24
miliardi di franchi, ossia circa 10 miliardi in più rispetto ai mezzi
ordinariamente disponibili nel Fondo per l’infrastruttura ferroviaria (FIF),
mentre per le strade nazionali e il traffico d’agglomerato sarebbero 9 i miliardi
di franchi previsti tramite il Fondo per le strade nazionali e il traffico
d’agglomerato (FOSTRA) — un importo tuttavia non ancora garantito.
Per
finanziare i progetti ferroviari, il Consiglio federale intende prorogare il
supplemento dell’IVA attualmente limitato al 2030, alimentando così il FIF con
ulteriori 10 miliardi di franchi fino al 2045. Per quanto riguarda le strade,
si fa invece affidamento sui prelievi previsti dal FOSTRA e sull’entrata in
vigore, dal 2030, della tassa sui veicoli elettrici. Resta però aperta la
questione della reale disponibilità di quest’ultima, anche alla luce delle
numerose riserve emerse durante la procedura di consultazione.
È
evidente che il dibattito sarà intenso, sia in Parlamento sia nell’opinione
pubblica. «Traffico ’45» e l’introduzione di una tassa sui veicoli elettrici
toccano direttamente il futuro della mobilità nel nostro Paese. L’ACS seguirà
da vicino questi sviluppi e si impegnerà, affinché le decisioni adottate
tengano conto in modo equilibrato delle esigenze delle automobiliste e degli
automobilisti, garantendo libertà di scelta, infrastrutture efficienti e una
pianificazione finanziariamente sostenibile.