Revisione totale della legge sul CO2 dopo il 2020 – 17.071 n

29.05.2020

A causa della crisi del Coronavirus, ci troviamo in un ambiente economico completamente diverso da quello a cui eravamo abituati prima della pandemia. Durante la sessione speciale di maggio, il Consiglio federale e il Parlamento (CF per diritto d’urgenza) hanno approvato un pacchetto di finanziamenti di proporzioni storiche per sostenere un’economia duramente provata. Sulla base di queste nuove circostanze, l’Automobile Club Svizzero ACS ritiene che la revisione totale della legge sul CO 2 vada rivista. In generale, si dovrebbe valutare attentamente se, da un lato, abbia senso sostenere l’economia attraverso i fondi federali per favorire una ripresa più veloce e, dall’altro, gravare sulle imprese e i consumatori con altri oneri che andrebbero a indebolire il potere d’acquisto e ad intaccare così l’economia.

La crisi attuale ha ampiamente dimostrato l’importante ruolo svolto dalla rete stradale e dal trasporto privato motorizzato per garantire l’approvvigionamento dei beni di prima necessità e il funzionamento del nostro Paese. L’ACS è consapevole che tutti noi dobbiamo contribuire alla riduzione delle emissioni di CO 2 . A nostro avviso, però, la responsabilità non dovrebbe ricadere solo sul trasporto privato motorizzato. Le case automobilistiche hanno il dovere di ridurre le emissioni di CO 2 dei veicoli a motore. Devono esser sviluppati nuovi sistemi di trasporto e devono essere migliorati quelli esistenti , in modo tale da produrre una quantità più bassa possibile di emissioni. 

Qui di seguito, desideriamo riportare la posizione dell’ACS sulle singole questioni emerse nel dibattito sulla revisione totale della legge sul CO2 : 

Prezzo del carburante

  • L’ACS è consapevole dell’importanza di una partecipazione finanziaria attiva del trasporto privato motorizzato alla mobilità. Lo ha dimostrato sostenendo un aumento della tassa sul carburante di 5 centesimi al litro in tutte le sue prese di posizione sulla revisione della legge sul CO2 .
  • Tuttavia, secondo quanto stabilito dal Consiglio degli Stati, la tassa sui carburanti dev’essere di 10 centesimi al litro fino al 2024 e di 12 centesimi al litro dal 2025 in poi, vale a dire il doppio, se non di più. L’ACS esprime la propria perplessità nei confronti di una tassa così elevata, pensando a tutte le persone che, ad esempio, non possono fare a meno dell’automobile per motivi di lavoro. L’ACS sostiene quindi la minoranza del Consiglio che suggerisce un prezzo di 8 centesimi al litro. Il tetto massimo del supplemento carburante adottato dal Consiglio degli Stati, invece, è in linea con quanto auspicato dall’ACS.
  • Nel caso del FOSTRA, se i proventi delle sanzioni sull’importazione di automobili dovessero venire a mancare, tra qualche anno si prevede un ulteriore sovrapprezzo di 3-4 centesimi al litro sul prezzo del carburante per finanziare il FOSTRA.
  • Inoltre, a causa del massiccio calo del traffico stradale del 50-80% durante il blocco, si prevede un minor gettito derivante dall’imposta sugli oli minerali. Ciò porterà probabilmente ad ulteriori perdite per il FOSTRA, aumentando il rischio che il supplemento per il carburante venga applicato prima di quanto precedentemente ipotizzato.
  • L’ACS è consapevole dell’importanza di una partecipazione finanziaria attiva del trasporto privato motorizzato alla mobilità. Lo ha dimostrato sostenendo un aumento della tassa sul carburante di 5 centesimi al litro in tutte le sue prese di posizione sulla revisione della legge sul CO2 .
  • Tuttavia, secondo quanto stabilito dal Consiglio degli Stati, la tassa sui carburanti dev’essere di 10 centesimi al litro fino al 2024 e di 12 centesimi al litro dal 2025 in poi, vale a dire il doppio, se non di più. L’ACS esprime la propria perplessità nei confronti di una tassa così elevata, pensando a tutte le persone che, ad esempio, non possono fare a meno dell’automobile per motivi di lavoro. L’ACS sostiene quindi la minoranza del Consiglio che suggerisce un prezzo di 8 centesimi al litro. Il tetto massimo del supplemento carburante adottato dal Consiglio degli Stati, invece, è in linea con quanto auspicato dall’ACS.
  • Nel caso del FOSTRA, se i proventi delle sanzioni sull’importazione di automobili dovessero venire a mancare, tra qualche anno si prevede un ulteriore sovrapprezzo di 3-4 centesimi al litro sul prezzo del carburante per finanziare il FOSTRA.
  • Inoltre, a causa del massiccio calo del traffico stradale del 50-80% durante il blocco, si prevede un minor gettito derivante dall’imposta sugli oli minerali. Ciò porterà probabilmente ad ulteriori perdite per il FOSTRA, aumentando il rischio che il supplemento per il carburante venga applicato prima di quanto precedentemente ipotizzato.
  • Già oggi le tasse e le imposte su un litro di carburante ammontano a circa il 53% del prezzo. Il prezzo di acquisto effettivo, incluso il trasporto, rappresenta solo il 28% del prezzo e il margine lordo il 19%. Se le tasse vengono aumentate ulteriormente fino a 12 centesimi, e successivamente fino a 16 centesimi o più, lo squilibrio delle imposte e dei prelievi rispetto agli altri costi aumenterà di conseguenza, rispettivamente al 56,6% e al 57,6%.
    • Già oggi le tasse e le imposte su un litro di carburante ammontano a circa il 53% del prezzo. Il prezzo di acquisto effettivo, incluso il trasporto, rappresenta solo il 28% del prezzo e il margine lordo il 19%. Se le tasse vengono aumentate ulteriormente fino a 12 centesimi, e successivamente fino a 16 centesimi o più, lo squilibrio delle imposte e dei prelievi rispetto agli altri costi aumenterà di conseguenza, rispettivamente al 56,6% e al 57,6%. 

    Fondi per il clima

    Alimentazione
    L’assegnazione dei proventi delle sanzioni imposte ai veicoli di nuova immatricolazione al Fondo per il clima, come proposto dalla maggioranza del CAPTE-N, si tradurrebbe in circa 100 milioni di franchi svizzeri tolti dal FOSTRA, vale a dire che non sarebbero più allocati al FOSTRA.

    Per i seguenti motivi, l’ACS considera questa proposta come non accettabile: 

    • Nel 2017, gli elettori e i cantoni hanno chiaramente detto “sì” al FOSTRA. A seguito del referendum, l’attuale legge sul CO2 è stata modificata in modo tale che i proventi delle sanzioni per il finanziamento delle infrastrutture siano versati al FOSTRA a partire dal 01 gennaio 2018 (articolo 42 del progetto di revisione). Rimettere in questione l’utilizzo di questi proventi a solo due anni dalla loro introduzione rappresenterebbe una violazione della volontà popolare e dell’obiettivo del FOSTRA.

    • Il FOSTRA copre gran parte del nostro fabbisogno d’ infrastrutture per la mobilità, in quanto il 75% del trasporto passeggeri (compreso il trasporto pubblico) e il 66% del trasporto merci avviene su strada.

    • Allo stesso tempo, non va dimenticato che la mobilità stradale già contribuisce al Fondo per il clima con le sanzioni previste dall’articolo 29 (carburanti).

    Utilizzo
    Nel complesso, l’ACS ha un atteggiamento positivo nei confronti del Fondo per il clima. Tuttavia, siamo del parere che debbano essere rispettati i seguenti punti:

    • Il fondo deve sostenere tutte le forme di mobilità e ottimizzare la loro interazione, ossia: il giusto mezzo di trasporto per ogni forma di motorizzazione.

    • La ricerca tecnologica per tutte le forme di motorizzazione e per tutti i tipi di carburante dev’essere incoraggiata allo stesso modo.

    • In nessun caso, il Fondo per il clima deve essere utilizzato esclusivamente per sostenere il trasporto pubblico. Si deve garantire che nessuna forma di mobilità venga privilegiata rispetto ad un’altra. Ciò significa che il trasporto individuale motorizzato (TIM) deve beneficiare dello stesso supporto.

    • Dovrebbe essere ottimizzata la capacità dei trasporti pubblici e privati. C’è ancora un grande potenziale di miglioramento per entrambe le forme di mobilità. Ad esempio, dovrebbero essere promossi nuovi modelli di viaggio (condivisione dei servizi di mobilità) o nuove applicazioni che tengano conto delle diverse modalità di trasporto.

    • Dovrebbe essere favorito lo sviluppo di sistemi “park & ride” vicino alle città o all’uscita delle strade principali per decongestionare i centri urbani.
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